Carnevale di Lula:Su Battiledhu

Sezione dedicata alla fotografia di ritratti in genere.
Regole del forum
IMMAGINI: Caricare le immagini nel forum in formato jpg con dimensione massima di 1600 px per lato lungo ed un peso di 700 kb / Per visualizzare al meglio la fotografia fare doppio click sulla fotografia stessa.
COPYRIGHT: Tutte le fotografie contenute in questo forum sono copyright dell'autore e non possono essere utilizzate e/o riprodotte in alcuna forma senza consenso scritto.
ISCRIZIONE: Solo gli utenti iscritti possono accedere al forum "Area per utenti registrati" ed "Escursioni Fotografiche" L'iscrizione è gratuita, per sempre!
NOTA: Le fotografie postate dagli utenti potranno essere ripostate sui social di riferimento di ISOA1000 ( es: instagram e FB )a discrezione dello staff di ISOA1000.
Avatar utenteGiosa
Senior
Messaggi: 327
Immagini: 32
Iscritto il: 7 aprile 2013, 16:12

Carnevale di Lula:Su Battiledhu

Messaggioda Giosa » 9 marzo 2019, 18:16

A Lula, in Sardegna, ogni anno si celebra un Carnevale del tutto particolare, molto distante dalle colorate (e commerciali) mascherate cittadine. Si tratta di un rituale allegorico antichissimo, giunto inalterato fino ai giorni nostri grazie alla tenacia degli abitanti di questo paesino nel salvaguardare le proprie tradizioni. È un Carnevale che non rinnega i lati più oscuri ed apertamente pagani che stanno all'origine di questa festa, incentrato com'è sul sacrificio e sulla crudeltà. Il protagonista del Carnevale lulese è chiamato su Battileddu (o Batiledhu), la “vittima”, che incarna forse proprio Dioniso stesso – dio della natura selvaggia, forza vitale primordiale e incontrollabile. L'uomo che lo interpreta è acconciato in maniera terribile: vestito di pelli di montone, ha il volto coperto di nera fuliggine e il muso sporco di sangue. Sulla sua testa, coperta da un fazzoletto nero da donna, è fissato un mostruoso copricapo cornuto, ulteriormente adornato da uno stomaco di capra. Le pelli, le corna e il viso imbrattato di cenere e sangue sarebbero già abbastanza spaventosi: come non bastasse, su Battileddu porta al collo dei rumorosi campanacci (marrazzos) mentre sotto di essi, sulla pancia, penzola un grosso stomaco di bue che è stato riempito di sangue ed acqua. Per quanto possa incutere timore, su Battileddu è una vittima sacrificale, e la rappresentazione “teatrale” che segue lo mostra molto chiaramente. Il dio folle della natura è stato catturato, e viene trascinato per le strade del villaggio. Il rovesciamento carnascialesco è evidente nei cosiddetti Battileddos Gattias, uomini travestiti da vedove che però indossano dei gambali da maschio: si aggirano intonando lamenti funebri per la vittima, porgendo bambole di pezza alle donne tra la folla affinché le allattino. Ad un certo punto della sfilata, le finte vedove si siedono in cerchio e cominciano a passarsi un pizzicotto l'una con l'altra (spesso dopo aver costretto qualcuno fra il pubblico ad unirsi a loro); la prima a cui sfuggirà una risata sarà costretta a pagare pegno, che normalmente consiste nel versare da bere. In questo chiassoso e sregolato corteo funebre, intanto, su Battileddu continua ad essere pungolato, battuto e strattonato dalle funi di cuoio con cui l'hanno legato i Battileddos Massajos, i custodi del bestiame, uomini vestiti da contadini. È uno spettacolo cruento, al quale nemmeno il pubblico si sottrae: tutti cercano di colpire e di bucare lo stomaco di bue che il dio porta sulla pancia, in modo che il sangue ne sgorghi, fecondando la terra. Quando questo accade, gli spettatori se ne imbrattano il volto. Alla fine, lo stomaco di su Battileddu viene squarciato del tutto, e il dio si accascia nel sangue, sventrato. Si alza un grido: l'an mortu, Deus meu, l'an irgangatu! (“l'hanno ucciso, Dio mio, lo hanno sgozzato!”). Ecco che le vedove intonano nuovi lamenti e mettono in scena un corteo funebre, ma le parole e i gesti delle “pie donne” sono in realtà osceni e scurrili. Nel frattempo un altro capovolgimento ha avuto luogo: due dei “custodi” sono diventati bestie da soma e, aggiogati ad un carro come buoi, l'hanno tirato per le strade durante la rappresentazione. È su questo carro che viene issato il corpo esanime della vittima, per essere esibito alla piazza in alcuni giri trionfali. Ma la finzione viene presto svelata: un bicchiere di vino riporta in vita su Battileddu, e la festa vera e propria può finalmente avere inizio. Questa messa in scena della passione e del cruento sacrificio di su Battileddu si ricollega certamente agli antichi riti agricoli di fecondazione della terra; la cosa davvero curiosa è che la tradizione sarebbe potuta scomparire quando, nella prima metà del '900, venne abbandonata. È ricomparsa soltanto nel 2001, a causa dell'interesse antropologico cresciuto attorno a questa caratteristica figura, nell'ambito dello studio e valorizzazione delle maschere sarde. Ora, il dio impazzito che diviene montone sacrificale è di nuovo tra di noi. Tratto da http://bizzarrobazar.com/2013/11/02/su-battileddu/
Allegati
_DSF4184.jpg

Avatar utentecoralsi
Special ISOA1000
Messaggi: 5780
Immagini: 123
Iscritto il: 21 dicembre 2013, 14:16
Località: Gorgonzola
corredo fotografico: Nikon D500 - Tamron 150-600 - Nikon 300 F4 - Duplicatore Tamron e Nikon 1.4
Fuji XT1 con 18-55 55-200 Samyang 12 mm

Re: Carnevale di Lula:Su Battiledhu

Messaggioda coralsi » 9 marzo 2019, 23:50

inquietante

Avatar utenteEros Penatti
Moderatore
Messaggi: 6092
Immagini: 183
Iscritto il: 4 febbraio 2014, 23:30
Località: Gorgonzola
corredo fotografico: Fuji XT1 - Fuji XT2

Re: Carnevale di Lula:Su Battiledhu

Messaggioda Eros Penatti » 16 marzo 2019, 23:48

Impressionante :shock:
Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. - Mahatma Gandhi

Messaggi: 7906
Immagini: 1
Iscritto il: 30 marzo 2012, 18:19
Località: Macherio
corredo fotografico: Nikon D700 - Nikon D800

Re: Carnevale di Lula:Su Battiledhu

Messaggioda Mino Martignano » 18 marzo 2019, 11:43

Bello scatto !
"Le vere amicizie sono eterne !"


Torna a Ritratti

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

cron